venerdì, ottobre 30, 2020

Perché chiudere la Scuola (e quale)

 Citando un articolo* di Oggiscienza (che cita la rivista Science): "il momento sbagliato è uno o due giorni prima che si manifestino i sintomi, quando la carica virale è già molto elevata ma la persona infetta, che ancora non avverte malesseri e non sa di avere contratto la COVID-19, continua fare la vita di sempre, rischiando di finire nel posto sbagliato. Il posto sbagliato è quasi sempre uno spazio chiuso, molto affollato e con scarsa ventilazione. Peggio ancora se i presenti non indossano la mascherina, parlano ad alta voce"

A ME VIENE SUBITO IN MENTE UN'AULA SCOLASTICA. È questione di RISCHIO non di probabilità: il rischio si calcola moltiplicando "la probabilità che un evento accada" per "il DANNO che l'evento produce quando accade". Se il danno è alto, il rischio sale anche se la probabilità è bassa.

Nello specifico: la trasmissione del virus in un'aula (probabilità medio-bassa) porta alla quarantena di molte persone (danno elevato) o anche all'infezione di alcune di esse (danno consistente), che a loro volta possono trasmettere l'infezione, quindi il RISCHIO è ALTO.

Analogo discorso per un autobus affollato di studenti che vanno a scuola o tornano a casa (e qui già si raddoppia il rischio). Perciò è tutt'altro che insensato, in uno scenario di ampia circolazione del virus, chiudere le scuole superiori (al 100%, non in altre percentuali), contrariamente a quanto pensa (sulla base di quali considerazioni scientifiche?) la Ministra Azzolina.


[* L'articolo citato si trova qui https://oggiscienza.it/2020/10/13/come-si-trasmette-davvero-il-coronavirus-della-covid-19/ ]

lunedì, agosto 17, 2020

Il caso discoteche

 Era facilmente prevedibile che autorizzare* l'apertura di luoghi che si affollano senza nessuna protezione potesse favorire un incremento di contagi.

*Autorizzare, presso molti italiani, è sinonimo di: non vietare severamente e non punire di conseguenza. Tutto ciò che non è "severamente vietato" e punito, è ammesso.

Ora si assiste al piagnisteo di mai sentite "associazioni di gestori di discoteche", che rivendicano il "ristoro" dei (presunti) mancati introiti dovuti ai provvedimenti di chiusura delle suddette discoteche (ammesso che di chiusura si tratti, e non invece di apertura mascherata da divieti che, ove infranti, non saranno sanzionati). Insomma, è come se io chiedessi alla Fornero (e a tutto il goverino Monti) che Dio se l'abbia in gloria, il "ristoro" di due anni di pensione maturata, dovuta e non pagata. Con la piccola differenza che le somme a me dovute non costituirebbero "profitto sulla pelle di persone (forse stupide ma) innocenti".

Sempre viva l'Italia, ma abbasso certi (troppi) italiani!

lunedì, giugno 29, 2020

La smania di riaprire

Riaprire, riaprire tutto. Far circolare, diffondere un falso senso di sicurezza. Ecco che cosa è stato imposto recentemente. Non c'è nessuna fine del contagio, nessuna emergenza "rientrata" (come dicono i giornali): si muore (ufficialmente) di meno, si va meno in terapia intensiva e il SSN si sente la coscienza a posto.
A parte le giustificazioni banali e ipocrite, queste "direttive" non hanno alcun senso, scientificamente.

L'unico vero senso, non dichiarato perché non dichiarabile, è alimentare il "business", far continuare a guadagnare "i soliti noti" (abbiamo dimenticato la "trattativa Stato-mafia"? Anch'essa è svanita come l'epidemia? Forse qualche storico nei secoli futuri, molto futuri, saprà rispondere). 

Nel frattempo, la povera gente può continuare ad ammalarsi, a morire. Magari abbindolata dalla propaganda ufficiale.

giovedì, giugno 11, 2020

I virus non hanno zampe

I virus non hanno zampe, né ali, né pinne per spostarsi. Questa semplice realtà sembra sfuggire ai più. Eppure i virus si spostano. Come ha fatto questo virus a spostarsi dalla Cina all'Italia? Evidentemente, i virus utilizzano i corpi di coloro che hanno infettato per spostarsi. Questo è il loro metodo di diffusione principale.

Se comprendiamo questa semplice verità, non è difficile capire quanto sia pericoloso per la salute pubblica, che molti affermano di voler difendere, permettere spostamenti liberi da zone in cui l'infezione è presente e diffusa, ad altre zone, in cui magari il contagio è decisamente più contenuto.

Detto praticamente: se sono consentiti spostamenti da una regione in cui ci sono tuttora più di 200 nuovi contagiati al giorno verso altre regioni, è probabile che il virus riesca a muoversi da lì a là. Non è fantascienza, e nemmeno allarmismo.

Non possiamo e non dobbiamo perseguire l'immunità "in un paese solo" (o solo in un certo numero di regioni, per intenderci), semplicemente perché: se non ci sono barriere protettive che impediscano al virus di muoversi, esso si muoverà. E quando le rilevazioni ce lo faranno sapere potrebbe essere troppo tardi.

martedì, maggio 26, 2020

Perdere il contatto con la realtà

Tutti vogliono "tornare a scuola". Tutti ora parlano di far tornare gli altri a scuola: studenti, insegnanti, personale. Nessuno sembra voler fare i conti con la realtà. Si fa presto a dire "entrate scaglionate", senza indicazioni precise, senza uno straccio di simulazione. Poi c'è l'annoso problema delle classi da 25-30 alunni, che improvvisamente andrebbero dimezzate, per garantire fra l'altro il distanziamento. Servirebbero a occhio e croce il doppio dei locali, e altrettanto a spanne il doppio dei docenti, per non parlare del resto del personale. Dove li trovano? Soprattutto dove e quando li trovano, nei mesi rimanenti (giugno-luglio-agosto) prima di settembre?

Chissà, magari qualcuno ha un vaccino, o meglio una pillola magica chiusa in un cassetto, e al momento buono la tirerà fuori. Per otto milioni e mezzo di studenti, per le loro famiglie, per i loro docenti e per il resto del personale, di cui raramente si parla. Evviva!

sabato, maggio 16, 2020

Fornero Fase Due

Morire in una corsia d'ospedale con un buco in gola.

Ecco il destino di quelli come me dal 3 giugno in avanti.

È stato decretato dal Potere: prima rubiamogli 24 mesi di pensione, poi facciamone fuori il più possibile. E le mafie banchettano, insieme con la Confindustria, le Borse, la Finanza e i loro leccaculi.

lunedì, aprile 27, 2020

Ancora Fase 2

Torno sull'argomento, perché sembra essere di grande interesse per la stampa mainstream, nonché per la politica (senza nominare una serie di altre forze sociali innominabili, come il capitale finanziario e le mafie).

Oggi su Repubblica.it c'è un articolo di Riccardo Luna che mette in strettissima relazione la cosiddetta Fase 2 con l'adozione della ormai famosa APP per il controllo dei contatti contagiosi.
Secondo me, quell'articolo pecca di una visione piuttosto ristretta. Non sarà certo una APP a salvare il popolo italiano dalla pandemia in atto. Semmai può essere uno strumento di aiuto, come i posti letto in terapia intensiva (anche se a un livello completamente diverso).

Tornando al tema più importante di questa discussione, gli annunci da parte della politica sulla Fase 2, così come le pressioni esercitate neanche troppo velatamente attraverso i media, le pressioni della CEI per il ripristino delle messe, le pressioni per far ripartire il campionato di calcio, e molte altre mosse hanno tutte la conseguenza di far oscillare le quotazioni in Borsa. Pare fin troppo facile immaginare chi e che cosa abbiano grossi interessi nell'andamento dei mercati finanziari e nei flussi di denaro (privato o pubblico, non fa differenza) in gioco in questa fase. Con buona pace della difesa della salute degli italiani (e del resto della popolazione mondiale).

Spero solo che, in mezzo a tutti questi "giochi", prevalga magari casualmente, magari senza strombazzamenti inutili una condotta maggiormente rispettosa della vita e della salute dei cittadini.

sabato, aprile 25, 2020

Fase 2

Vorrei portare alcuni dati oggettivi e qualche ragionamento.
Alla data del 24 aprile 2020 sono dichiarati*:

  • 106527 persone attualmente positive al virus
  • 192994 casi totali dall'inizio dell'epidemia, fra cui
    • 60498 guariti
    • 25969 morti

Nelle ultime 24 ore sono registrati:

  • 420 morti
  • 2922 guariti

per un totale di 3342 "uscite" dal virus in 24 ore.

Nelle medesime 24 ore il totale dei positivi (da inizio epidemia) è passato da 189973 a 192994, con un incremento di 3021 casi in 24 ore.

Da questi dati si deduce che il saldo nelle 24 ore: entrate (3021) meno uscite (3342)  è di 321 casi in meno (sempre nelle 24 ore).

Ora, ipotizzando che si mantenga lo stesso saldo dei contagiati, guariti e morti da ora in avanti, con una semplice divisione si ottiene:
106527 persone positive / 321 saldo netto in 24 ore = 331,86 giorni per arrivare a numero di persone infette pari a zero. Tradotto in date, vuol dire 21 marzo 2021.

Chiaramente, questa è un'ipotesi basata solo sui dati oggi disponibili. Se improvvisamente il saldo sulle 24 ore (numero dei guariti più i deceduti meno i nuovi casi) dovesse balzare da 321 (su 106527 circa lo 0,3%) a una percentuale significativa (diciamo intorno al 5% cioè 5326 al giorno), in 20 giorni i malati si ridurrebbero a zero.

Inoltre, bisogna tenere presente che la popolazione italiana è di circa 60 milioni di persone. Quelle ufficialmente registrate come colpite dal virus sono in tutto 192994, cioè lo 0,32%. Anche esagerando e ammettendo che ci sia stata una esposizione al virus del 5% della popolazione, resta il 95% (57 milioni di persone) ancora suscettibile ad essere infettata dal virus.

Tutto questo dovrebbe rendere chiaro il concetto che è ancora presto per fare previsioni di superamento dell'epidemia, finché non ci sarà un vaccino efficace e disponibile alla popolazione non ancora colpita dal virus (più di 50 milioni di dosi: quanto tempo serve solo per vaccinare un tale numero di persone?), oppure una cura che non produca più danni del virus stesso.

Siete ancora impazienti di avviare la Fase 2? La Fase 3? Volete riaprire i ristoranti, le palestre, i luoghi di villeggiatura, il turismo di massa, magari le scuole? A voi la scelta. Io appartengo a quelle categorie definite "fragili", e quindi potrei non essere più qui a rendicontare il risultato.

[* fonte dei dati: Ministero della Salute
http://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/dettaglioNotizieNuovoCoronavirus.jsp?lingua=italiano&menu=notizie&p=dalministero&id=4596 ]

venerdì, novembre 01, 2019

Pessimismo politico

Ricordo le parole di Giorgio Gaber a proposito di Berlusconi: "non temo Berlusconi in sé, temo Berlusconi in me". Tradotto: c'è un sacco di elettori che vorrebbero essere come Salvini, la Meloni e un po' meno, ormai, come Berlusconi. E quindi li votano, sperando che loro li aiutino ad evadere meglio le tasse, essere strafottenti, sentirsi ferventi cattolici, amanti della famiglia tradizionale, ecc. ecc. Servirebbe qualcuno che li svegliasse da questo incubo. Ma ti pare che si possano vincere le elezioni, oggi in Italia, parlando di equità sociale? di giustizia? di lotta alla corruzione? No, se c'è il magna-magna prima o poi qualche briciola arriva anche per certi elettori.

Sento spesso parlare di "alternativa credibile" (che a sinistra non c'è): alternativa a che cosa, esattamente? all'ammucchiata Salvini + Meloni + Berlusconi? alla mentalità fascistoide e "furbetta" di molti italiani? abbiamo visto che la destra, appena è andata al potere, ha occupato militarmente la RAI, e non credo che la cosiddetta TV commerciale sia anche vagamente "di sinistra". Di conseguenza, non è così strano che le trasmissioni televisive siano progettate per diffondere malumore, ignoranza e (aggiungo) egoismo. 

Un partito "di sinistra" (qualunque cosa voglia dire, o quasi) non si crea dall'alto, non basta (e forse non serve) un capo carismatico che trascini le folle. La sinistra (quella che può creare una alternativa alla mentalità fascio-populista) nasce dal basso, dalla riflessione sui problemi esistenti fatta da chi quei problemi li vive ogni giorno sulla propria pelle. Finché l'obiettivo personale di molti resterà (come sembra essere ora) sopravvivere alla meno peggio, furbacchiare a scapito di chi sta male allo stesso modo per cercare di andare un millimetro più avanti a livello personale, non intravedo grossi cambiamenti.

venerdì, marzo 22, 2019

Lo scuolabus dei misteri

Nella recente vicenda dello scuolabus "dirottato" dall'autista ci sono diversi punti ancora poco chiari, che la cronaca non ha contribuito a spiegare. Sarà forse l'indagine a portarli alla luce. Speriamo.

1. Il ruolo e il comportamento dei tre adulti a bordo dello scuolabus: che cosa li ha trattenuti dall'intervenire per neutralizzare l'autista-dirottatore, appena si sono accorti che il bus prendeva un'altra strada? Forse c'era già qualche ragazzo in ostaggio? Non ho trovato riscontri in cronaca.

2. Per versare il liquido infiammabile l'autista-dirottatore ha dovuto senz'altro fermare lo scuolabus: osservazioni come al punto 1.

3. Se è vero che i tre adulti hanno legato i ragazzi come chiedeva il dirottatore, almeno quelli seduti sui sedili anteriori, più vicini a lui, e se come presumibile il fuoco è stato appiccato dalla parte anteriore dello scuolabus quando ancora i ragazzi non erano scesi tutti, chi o che cosa ha permesso ai ragazzi seduti davanti di salvarsi? Potrebbe essere stato lo stesso dirottatore a slegarli? La cronaca non lo dice.

4. Il dirottatore in passato si era reso responsabile di due fatti che non sarebbero dovuti rimanere nascosti, specialmente ai suoi datori di lavoro, perché riguardavano proprio la sua attività: una sospensione della patente per guida in stato di ubriachezza (non c'entrano i controlli periodici, una infrazione del genere dovrebbe comportare il ritiro "a vita" della patente di guida per mezzi pubblici) e una condanna per molestie sessuali su minore: come è possibile lasciare un tale individuo libero di ripetere il reato, in presenza di minori? Ha senso sospendere la condanna (definitiva) in questo casi?

Infine, il non banale problema delle armi usate per minacciare o tenere in ostaggio (se provato) qualcuno: di armi da fuoco nelle cronache non si parla. Forse un coltello "da cucina". Sarebbe meglio chiarire e approfondire tutta la dinamica dei fatti. Era la prima volta che guidava quello scuolabus su quella tratta, oppure era lui l'autista abituale? Sembrerebbe di capire che si sia trattato di un'azione premeditata. Ultimo ma non ultimo, un controllo sulle utenze telefoniche e sulle frequentazioni dell'imputato potrebbe portare alla luce eventuali complicità o scenari ancora peggiori.

Dal vostro investigatore dilettante è tutto. E speriamo che nessun cretino criminale pensi di emulare simili gesti.

domenica, dicembre 23, 2018

Esempio

Mi spiego con un esempio: ho un nascondiglio, diciamo "sotto al mattone", in cui da tantissimi anni (per la precisione dal novembre 1977) ho accantonato* ogni mese un soldino, con la prospettiva che, quando avrei compiuto 65 anni, con tutti i soldini accumulati avrei potuto godermi una serena vecchiaia, per il tempo che mi sarebbe rimasto da vivere.

Sorvolo sul fatto che i miei soldini li ho dati in mano allo Stato, che aveva promesso di gestirli per me, in modo da garantirmi a tempo debito quello che mi era dovuto.

Mettiamo il caso che oggi (ieri o l'altroieri, è lo stesso) io mi svegli e mi venga detto, da quello stesso Stato, che il frutto dei miei soldini potrò, se non cambiano le condizioni, rivederlo quando avrò compiuto 67 anni, anzi 4 mesi dopo.

L'unica cosa che mi viene da pensare è: furto! Frutto di una Legge retroattiva e iniqua, perché non ho alcun mezzo per poterla cambiare o abrogare.

_________
Nota: * non soltanto io, ma anche i miei datori di lavoro, per la loro parte

venerdì, luglio 20, 2018

fatti non fummo

Fatti non fummo a viver come cani.

Un cane, quando incontra un altro cane che ritiene "diverso", comincia ad abbaiare, a ringhiare e, se non ci fosse un guinzaglio e un padrone che lo trascina via, aggredirebbe il cane "diverso".

Gli esseri umani, a quanto dice anche il Poeta, invece sono fatti "per seguir Virtute e Conoscenza". Virtute è tutto ciò che rende virtuosi, la giustizia, l'umanità, la compassione. Conoscenza si attiene cominciando a stare alla larga dalle passioni aggressive e coltivando quel bene prezioso che è l'intelligenza.

Sembra invece che in questi tempi ci sia qualcuno che spinge gli esseri umani lontano da questa Virtute, da questa Conoscenza. Ognuno chiuso dentro sé stesso a difendere i confini della propria pelle, a difenderne i colori, come se fosse una maglietta della squadra per cui si fa il tifo. E per quanto riguarda la Conoscenza, mi pare che non sia quasi più un valore: meglio restare alla superficie delle cose, meglio non sapere presumendo di sapere già tutto.

Cambierà? Torneremo, globalmente parlando a "seguir Virtute e Conoscenza", oppure continueremo sempre più a viver come cani?

Nel frattempo, chi sente di essere diverso, cerchi di restare umano.


domenica, giugno 03, 2018

lo Stato siamo noi

Ho sentito dire che una "alta carica dello Stato" avrebbe affermato: "adesso lo Stato siamo noi".

Vorrei ricordare a lui e a tutti gli italiani (anche a quelli che lo hanno votato, consentendogli una siffatta espressione di boria) che lo Stato italiano siamo noi, io e tutti i cittadini italiani, nessuno escluso, e che i membri del Governo e del Parlamento al massimo possono definirsi "servitori dello Stato".

Ah, infine: i tempi del Re Sole sono finiti da un pezzo, e pure piuttosto male.

giovedì, maggio 31, 2018

Ah, ah!

Dunque ci siamo. Ora voglio vedere in quanto tempo votano la fiducia, e con quanti voti.

A presto.

sabato, maggio 19, 2018

Botteghe poco oscure

Riapro bottega in occasione dell'imminente, annunciata, strombazzata formazione del Nuovo Governo per il Cambiamento formato dal M5S (di cui ricordiamo che uno dei fondatori è stato condannato in via definitiva per omicidio colposo) e dalla Lega (non più Nord, ma ancora comprendente uno dei fondatori che è stato condannato per truffa ai danni dello Stato).

Ho letto il molto pubblicizzato "Contratto" che dovrebbe essere il punto di partenza del nuovo Governo, e sono abbastanza preoccupato.

Per il Welfare: non è affatto vero, come dichiarato, che verrà abolita la Legge Fornero. Saranno modificati alcuni parametri del suo funzionamento. Aspetto di leggere il testo del provvedimento, se  e quando e come sarà votato dal Parlamento.

Per la Salute: a parte un accenno piuttosto confuso alla questione dei vaccini, niente mi sembra indicare una inversione di tendenza rispetto alla concezione privatistica-finanziaria attualmente vigente, che porta inevitabilmente alla restrizione delle prestazioni fornite.

Per la Scuola: si ribadisce l'attuale impostazione, a parte una generica condanna della "Buona Scuola", a quanto si capisce soprattutto per il settore edilizia scolastica.

Il famoso "Reddito di Cittadinanza" è il nuovo nome dato al Sussidio di Disoccupazione / ASPI / NASPI: infatti segue i medesimi canali, gli stessi presupposti e persino la durata.

Lasciando da parte le chiacchiere preventive, direi che l'unica opzione è aspettare i provvedimenti concreti che il nuovo Governo vorrà predisporre e soprattutto quelli che il Parlamento approverà, nei modi e nelle forme in cui li approverà.

Il prossimo passo è la presentazione dei nomi dei Ministri e Sottosegretari, a partire dal Primo Ministro.

Seguirà la votazione in aula per la fiducia.

giovedì, settembre 14, 2017

Automobili, Telefoni, TV

"È uno strumento che facilita l’apprendimento, una straordinaria opportunità che deve essere governata. Se lasci un ragazzo solo con un tablet in mano è probabile che non impari nulla, che s’imbatta in fake news e scopra il cyberbullismo. Questo vale anche a casa. Se guidato da un insegnante preparato, e da genitori consapevoli, quel ragazzo può imparare cose importanti attraverso un media che gli è familiare: internet. Quello che autorizzeremo non sarà un telefono con cui gli studenti si faranno i fatti loro, sarà un nuovo strumento didattico". Così la Ministra1.

Parliamo dell'uso degli smartphone (e tablet) nelle aule scolastiche.

Non si può farne un discorso assoluto: aspettiamo la Circolare annunciata (nella medesima intervista), ma nel frattempo facciamo lavorare la nostra intelligenza.

Uno dei rischi della "liberalizzazione" dell'uso di smartphone in classe è senza dubbio la discriminazione sociale: nell'ipotesi in cui la Scuola non fornisca questi strumenti "uguali per tutti" (e finora non ci sono indizi in tal senso) non tutti gli alunni possono permettersi device di uguale potenza e ancora peggio non tutti gli alunni (famiglie) possono permettersi un telefonino per ogni figlio in età scolastica.

L'altro aspetto poco chiaro (e di non facile attuazione) è quello secondo cui gli studenti non si faranno "i fatti loro": le misure tecniche ci sarebbero, ma imporle di botto a tutte le scuole (ricordiamo, a partire dalle Elementari) sembra pura utopia. Inoltre, sorvolo sui rischi insiti in tutte le situazioni di BYOD, come sembra essere questa, e sulle considerazioni relative alla Salute fisica e mentale di soggetti molto giovani.

In definitiva, al netto delle Circolari, sulle quali mi permetto di esprimere qualche riserva, mancano tuttora:


  • i presupposti per una Scuola dell'obbligo equa e aperta a tutte le componenti sociali
  • i presupposti infrastrutturali
  • i presupposti formativi e informativi relativamente agli insegnanti e al personale scolastico in genere


Sembra quindi di essere di fronte a una mossa propagandistica (pre-elettorale?) senza grande futuro o con un futuro peggiore del "male" che si prefigge di superare.

Spero di essere smentito (davvero) nei fatti.

___
1 Intervista della Ministra Valeria Fedeli a Repubblica del 12 settembre 2017 
http://www.repubblica.it/scuola/2017/09/12/news/la_svolta_della_ministra_smartphone_in_aula_dico_si_sono_un_aiuto_-175262917/

sabato, agosto 19, 2017

Sanità e Salute

Devo registrare un fatto: dopo oltre cinque mesi dalla chiusura del Pronto Soccorso, è stata mantenuta la promessa dell'installazione di un apparecchio DAE (defibrillatore semi-automatico) all'esterno della (unica) farmacia del paese (mio precedente post qui).

In questi giorni si sta svolgendo l'annuale Palio dei Terzieri, che richiama molta gente, fra "indigeni" e turisti: le ambulanze in servizio localmente sono sempre due. Non ho notato particolari misure per la prevenzione di eventuali attacchi terroristici condotti con automezzi: speriamo bene.

venerdì, giugno 30, 2017

Corrispondenza di non amorosi sensi

Ieri ho fatto questa esperienza mistica di segnalare un disservizio al numeroverde di Poste Italiane (803.160).

Antefatto: da un po' di tempo ho notato, anche grazie alla tecnologia avanzata messa a disposizione dai fornitori (tramite i cosiddetti "porcali"), che le bollette delle utenze domestiche stentavano ad arrivare. Una è arrivata con quasi un mese di ritardo rispetto alla sua scadenza, un'altra è arrivata il giorno prima della scadenza, una terza non è ancora arrivata (per la verità ci sono ancora 10 giorni prima della sua scadenza).

Forte del fatto che ieri, giorno dei SS. Pietro e Paolo (ma che c'entra?) ne sono arrivate ben tre tutte assieme (quella scaduta, quella che scade oggi e un'altra che scadrà fra 15 giorni), ne ho dedotto che non poteva essere un problema dei fornitori, bensì era un problema di distribuzione postale.

Mi sono recato all'Ufficio Postale del paese (5000 anime) per esporre il caso alla Direttrice. La quale Direttrice, ahimé mi ha detto che lei non era (più) responsabile della distribuzione postale (wtf?), che invece dipendeva da un Ufficio sito a 39,1 km da qui, ossia 40 minuti di macchina (dati gentilmente forniti da Google Maps). Nonostante questa sfortunata circostanza, la Direttrice si è offerta di aiutarmi in due modi: 1) aggiungendo il mio nominativo e indirizzo su un quadernetto assolutamente ufficioso in cui lei registra questi disservizi (a quale scopo non è dato sapere), 2) fornendomi il sunnominato numeroverde 803.160 a cui sporgere formale reclamo.

Rinfrancato dalla convinzione che le cose stavano andando per il meglio (?), mi sono armato di telefono "fisso" ed ho chiamato il numeroverde sopra citato. Dopo i consueti innumerevoli passaggi sotto le Forche Caudine dei menu vocali, sono finalmente stato messo in contatto con un operatore. Devo confessare che non è stato agevole far comprendere all'operatore il senso dei mio reclamo. Eppure c'erano le ombre dell'interruzione di pubblico servizio e della sottrazione di corrispondenza, due ipotesi di reato mica tanto da ridere. Dopo aver chiarito che, se il mio reclamo non fosse stato accettato, mi sarei rivolto direttamente ai Carabinieri, ho finalmente ottenuto un "numero pratica" di cui però non conosco l'utilità pratica.

Non c'è verso: se malauguratamente i fatti si dovessero ripetere, andrò direttamente dai Carabinieri, senza perdere altro tempo in burocrazie non-statali.

lunedì, giugno 19, 2017

Puntura di APE

Dunque, dopo aver tanto sentito parlare di APE (non l'insetto, l'Anticipo Pensione), anche sospinto da qualche anima pia che ho come amico, mi ha punto vaghezza di vedere se mai potessi avvalermi di questa nuova misura assistenziale, dedicata (dice) ai disoccupati non ancora in pensione: date certe condizioni.

Siccome, leggendo il Decreto Legge, non mi erano del tutto chiare le condizioni, e siccome è prevista una procedura per la verifica dei requisiti da parte di INPS e altri Enti, ho pensato bene di tentare la verifica. Al più mi avrebbero risposto che non ne avevo diritto.

Parte prima, metodo fai-da-te. Ingenuo, credevo che, accedendo al sito INPS e cercando "ape sociale", avrei trovato la procedura che cercavo. Errore: la ricerca restituisce come risultato una scheda che descrive l'APE sociale, ma (al momento in cui ho eseguito la ricerca) non indica come iniziare la procedura. (vedi nota 1)

Parte seconda, il cittadino digitale: ho espresso il mio malumore via Twitter, indirizzando un po' a caso vari soggetti che avrebbero potuto aiutarmi.

Parte terza, putenza dei SM Manager della PA digitale: ho ricevuto risposta alle mie lamentele, con indicazioni abbastanza precise per raggiungere l'inizio della procedura di verifica. Non tutto funzionava alla lettera come indicato, ma con un po' di immaginazione e una discreta dose di smanettamento sono arrivato all'inizio.

Parte quarta, quando si dice "user friendly" non s'intende ciò che ho trovato. Il PIN fornitomi da INPS (dice) non era "dispositivo" (che vorrà dire?). Ripiego su SPID, parola magica che apre tutte le porte della PA, o almeno dovrebbe. Anche in questo caso, i miei dati anagrafici non erano completi: apparentemente mancava il numero civico, essendo indicato nei documenti da me forniti "via e numero civico" e non "via" e separatamente "numero civico", più altre quisquilie (il numero della Carta d'Identità, che -guarda caso- è identico a quello con cui sono registrato in SPID). Insomma, dopo una buona mezz'ora di smanettamenti, approdo alla pagina dei requisiti.

Parte quinta, a chi è diretta l'APE sociale. Le alternative (cito a memoria) sono: 1) disoccupato perché licenziato dall'azienda, con o senza giusta causa, ovvero 2) disoccupato perché ha concordato con l'azienda il licenziamento a norma della legge pincopallina (che sono andato prontamente a leggere, per poi scoprire che non era il mio caso), 3) altre fattispecie (lavori usuranti, accudimento di famigliari gravemente malati). Mancava appunto il mio caso: 4) disoccupato perché, dopo quasi 3 anni di Cassa Integrazione, non aveva i soldi per mantenere alloggio nella Grande Città e, una volta rientrato al lavoro nell'azienda che aveva inghiottito la sua vecchia azienda fallita, non trovando modo di raggiungere la nuova Sede di Lavoro, aveva rassegnato "volontariamente e unilateralmente" le dimissioni, prontamente accettate. Senza contare il particolare che bisogna comunque essere iscritti alle liste di collocamento (e aver esaurito gli assegni assistenziali da almeno 3 mesi senza nel frattempo essere morti di fame e sete), cosa che non avevo fatto perché chiedendo all'Ufficio di Collocamento mi avevano a suo tempo risposto "faccia come vuole, tanto è lo stesso". Infatti non è "lo stesso".

Per farla breve: forse saranno pochi i disoccupati che hanno a suo tempo rassegnato le dimissioni per motivi personali e successivamente non hanno più trovato lavoro (passati i 56 anni di età, la collezione di "Le faremo sapere" è molto vasta). Aggiungiamo che, secondo le attuali disposizioni, conseguenti la cosiddetta "Legge Fornero", dovrò aspettare altri 4 anni, fino al compimento di 67 anni e 4 mesi, prima di vedere i frutti di ciò che ho già maturato: la Pensione di Vecchiaia.

Per fortuna, sono tirchio e abituato a sopravvivere con poco. Per fortuna, soprattutto, c'è chi mi mantiene.

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Nota (1). Successivamente alle mie rimostranze, pare che la pagina in questione sia stata aggiornata con un link che porta all'inizio della procedura. Sinceramente, dopo tutto quello che ho raccontato qui sopra, non ho avuto voglia di verificare: ci credo, bravi.