venerdì, marzo 22, 2019

Lo scuolabus dei misteri

Nella recente vicenda dello scuolabus "dirottato" dall'autista ci sono diversi punti ancora poco chiari, che la cronaca non ha contribuito a spiegare. Sarà forse l'indagine a portarli alla luce. Speriamo.

1. Il ruolo e il comportamento dei tre adulti a bordo dello scuolabus: che cosa li ha trattenuti dall'intervenire per neutralizzare l'autista-dirottatore, appena si sono accorti che il bus prendeva un'altra strada? Forse c'era già qualche ragazzo in ostaggio? Non ho trovato riscontri in cronaca.

2. Per versare il liquido infiammabile l'autista-dirottatore ha dovuto senz'altro fermare lo scuolabus: osservazioni come al punto 1.

3. Se è vero che i tre adulti hanno legato i ragazzi come chiedeva il dirottatore, almeno quelli seduti sui sedili anteriori, più vicini a lui, e se come presumibile il fuoco è stato appiccato dalla parte anteriore dello scuolabus quando ancora i ragazzi non erano scesi tutti, chi o che cosa ha permesso ai ragazzi seduti davanti di salvarsi? Potrebbe essere stato lo stesso dirottatore a slegarli? La cronaca non lo dice.

4. Il dirottatore in passato si era reso responsabile di due fatti che non sarebbero dovuti rimanere nascosti, specialmente ai suoi datori di lavoro, perché riguardavano proprio la sua attività: una sospensione della patente per guida in stato di ubriachezza (non c'entrano i controlli periodici, una infrazione del genere dovrebbe comportare il ritiro "a vita" della patente di guida per mezzi pubblici) e una condanna per molestie sessuali su minore: come è possibile lasciare un tale individuo libero di ripetere il reato, in presenza di minori? Ha senso sospendere la condanna (definitiva) in questo casi?

Infine, il non banale problema delle armi usate per minacciare o tenere in ostaggio (se provato) qualcuno: di armi da fuoco nelle cronache non si parla. Forse un coltello "da cucina". Sarebbe meglio chiarire e approfondire tutta la dinamica dei fatti. Era la prima volta che guidava quello scuolabus su quella tratta, oppure era lui l'autista abituale? Sembrerebbe di capire che si sia trattato di un'azione premeditata. Ultimo ma non ultimo, un controllo sulle utenze telefoniche e sulle frequentazioni dell'imputato potrebbe portare alla luce eventuali complicità o scenari ancora peggiori.

Dal vostro investigatore dilettante è tutto. E speriamo che nessun cretino criminale pensi di emulare simili gesti.

domenica, dicembre 23, 2018

Esempio

Mi spiego con un esempio: ho un nascondiglio, diciamo "sotto al mattone", in cui da tantissimi anni (per la precisione dal novembre 1977) ho accantonato* ogni mese un soldino, con la prospettiva che, quando avrei compiuto 65 anni, con tutti i soldini accumulati avrei potuto godermi una serena vecchiaia, per il tempo che mi sarebbe rimasto da vivere.

Sorvolo sul fatto che i miei soldini li ho dati in mano allo Stato, che aveva promesso di gestirli per me, in modo da garantirmi a tempo debito quello che mi era dovuto.

Mettiamo il caso che oggi (ieri o l'altroieri, è lo stesso) io mi svegli e mi venga detto, da quello stesso Stato, che il frutto dei miei soldini potrò, se non cambiano le condizioni, rivederlo quando avrò compiuto 67 anni, anzi 4 mesi dopo.

L'unica cosa che mi viene da pensare è: furto! Frutto di una Legge retroattiva e iniqua, perché non ho alcun mezzo per poterla cambiare o abrogare.

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Nota: * non soltanto io, ma anche i miei datori di lavoro, per la loro parte