mercoledì, settembre 08, 2004

L'importanza di chiamarsi Ernesto


I sequestratori delle due italiane rapite a Bagdad e degli altri due operatori umanitari iracheni hanno scelto gli ostaggi sulla base dei loro nomi. Lo ha detto il presidente di "Un ponte per", Fabio Alberti, nel corso di una conferenza stampa a Roma. Alla domanda se era vero che i rapitori avevano delle foto e un elenco di nomi, Alberti ha risposto che è "vero a metà": non gli risulta che avessero delle foto ma che hanno chiesto i nomi a tutti gli operatori presenti nell'ufficio di Bagdad dell'organizzazione, e sulla base dei nomi hanno scelto chi portare via.

Sarà, ma io ci sento puzza di Servizi Segreti .. Chiediamoci chi ha interesse a mandare via dall'Iraq le ONG .. E infatti, questo obiettivo lo sta raggiungendo in queste ore:

"Valuteremo le modalità di prosecuzione della nostra attività in Iraq solo quando questa vicenda si sarà conclusa": lo ha detto Fabio Alberti, presidente dell'organizzazione umanitaria "Un ponte per" nel corso di una conferenza stampa a Roma. L'ufficio di Bagdad, ha detto Alberti, oggi è chiuso, "per motivi di sicurezza". Ma la decisione per proseguire l'attività umanitaria in Iraq o andare via, ha spiegato, sarà presa solo dopo che la vicenda del rapimento dei suoi operatori si sarà conclusa.

Ai posteri l'ardua sentenza .. sempre se ci saranno posteri ...

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