"Questo sito contiene cookie alla supercazzola prematurata con scappellamento a destra. Se continui a scappellare la pagina accetterai di prematurarli con gli antani. A destra e a sinistra." Questo è ciò che condivido come sensazione generale dell'applicazione della cosiddetta "cookie law" di ispirazione europea (se non sapete di che si tratta, usate i motori di ricerca).
In particolare, questo è un Blog personale, usato per esprimere le mie idee e del tutto privo di finalità commerciali o marketing. Per questo motivo non uso direttamente nessun tipo di cookie né strumenti simili. Non mi interessa profilare alcunché delle abitudini di navigazione dei miei (eventuali) lettori.
Nonostante ciò, poiché utilizzo una piattaforma fra le più diffuse (Blogger/Blogspot), non sono in grado di impedire al gestore della piattaforma di inserire a mia insaputa cookie o strumenti simili sul terminale dei miei lettori. Questi sono i famigerati "cookie di terze parti", di cui, se non ho capito male, la suddetta legge mi obbligherebbe a fare censimento e riportare i link alle relative Privacy Policy una per una. Per un blog personale come il mio ritengo che sia una disposizione inutilmente vessatoria. Nel momento in cui ho avvisato (tramite banner standard di Blogspot) i miei lettori del fatto che il mio blog usa i cookie (di terze parti), non saprei che altro aggiungere. Prendere o lasciare. Nessuno li obbliga a leggere il mio blog.
Osservo che, senza ombra di dubbio, queste disposizioni provocheranno molte chiusure di siti informativi personali e blog senza scopo di lucro né di profilazione. Altrettanto certamente è una norma che costa ben poco alle grandi realtà commerciali e anche alle grosse società di profilazione.
Una per tutte, FaceBook che, pur avendo server in Irlanda e sedi operative sparse in tutta Europa, non mi risulta che a tutt'oggi si sia messa in regola con la normativa europea. Come mai?
Misteri dei cavilli legali, o delle leggi scritte con parti del corpo innominabili.
mercoledì, giugno 03, 2015
lunedì, giugno 16, 2014
la fiera e il mostro
Vorrei trasmettere un'accorata richiesta ai giornali e a tutti i mezzi di informazione (incluse le TV): come tutti sappiamo, è stato commesso un delitto, grave, efferato, quasi incredibile. C'è una persona (una persona, non un mostro) che ha commesso questo delitto, e i suoi diritti e doveri sono sanciti dalla Legge. Altre tre persone non ci sono più, e in questo momento, e per sempre, hanno bisogno soprattutto di RISPETTO e SILENZIO riguardo le loro vite. Perciò rinunciate ad aizzare strani istinti nei vostri lettori, magari sperando di "vendere" più della concorrenza:
fornite la notizia così com'è, senza andare a scavare dentro ciò che deve essere lasciato al suo posto.
Parlare della funzione educativa dei media oggi forse fa un po' ridere, ma rendetevi conto che invece la spinta diseducativa è appena dietro l'angolo.
Grazie se vorrete ascoltare queste parole.
fornite la notizia così com'è, senza andare a scavare dentro ciò che deve essere lasciato al suo posto.
Parlare della funzione educativa dei media oggi forse fa un po' ridere, ma rendetevi conto che invece la spinta diseducativa è appena dietro l'angolo.
Grazie se vorrete ascoltare queste parole.
martedì, marzo 19, 2013
Pensieri in silenzio
Ho taciuto a lungo, su questo Blog. Tanto. Forse troppo.
Ora vorrei mettere "nero su bianco" alcuni miei pensieri sparsi, che mi ronzano per la testa e attraversano la mia coscienza politica da circa un anno.
Inutile ricordare che cosa sia la Democrazia (tanto ognuno ne ha un suo particolare concetto, come succede per la Religione), inutile anche ritornare su temi come i Partiti o la Legge Elettorale italiana.
Secondo me (e spero che possa essere un pensiero condiviso), al di là delle dichiarazioni fatte dentro e fuori delle campagne elettorali, ogni partito ha come obiettivo la difesa degli interessi di qualcosa o di qualcuno: può trattarsi, tradizionalmente, di una classe sociale, economico-sociale, di un gruppo di interesse (non necessariamente economico, ma spesso è così), o altro.
Facciamo qualche esempio, da prendere con tutti i dovuti "secondo me": il PDL difende gli interessi della classe sociale imprenditoriale (e in quanto facente parte di questa classe, del suo "capo"), di una parte dei liberi professionisti, di una parte dei piccoli e medi commercianti e simili. Il partito di Monti difende gli interessi della Finanza (Banche, Assicurazioni), di una parte degli imprenditori e simili. Il PD difende gli interessi della cosiddetta classe media, degli stipendiati, siano essi statali o dipendenti privati, dei piccoli pensionati (esclusi ex dirigenti con le pensioni d'oro) e simili. Procedendo analogamente, posso facilmente immaginare chi o che cosa difendano o rappresentino i partiti che più esplicitamente si dichiarano "di destra", così come al contrario quelli di "estrema sinistra".
Il mio pensiero immaginativo, invece, si ferma davanti al M5S: chi o che cosa rappresentano? Quali interessi socio-economici intendono difendere? Non basta rispondere: "I giovani". Esistono diverse varietà di "giovani", a seconda della classe sociale ed economica da cui provengono e anche della classe sociale ed economica a cui aspirano aderire nel corso della loro vita. Non basta rispondere: "Quelli che non sopportano più l'attuale politica". Se si vuole davvero rivoluzionare il sistema politico, non si va in Parlamento a votare scheda bianca su tutto. Si cerca di aggregare consenso fra le masse, si forma un'idea politica, sociale ed economica, quello che si chiama "modello ideale di società", e su quello ci si confronta con gli altri (in democrazia).
Ecco, sinceramente non riesco a captare quale sia il "modello ideale di società" sognato dal M5S. Forse qualcosa di simile all'Anarchia? Naaa! Nessun vero Anarchico si sognerebbe di andare a votare, figuriamoci entrare in Parlamento. Non riesco a "leggere fra le righe" che ruolo dovrebbe avere, secondo il M5S, per esempio, l'Istruzione: se va bene quella Pubblica come esiste ora, se andrebbe riformata e come. Non riesco a capire né a immaginare che tipo di Stato hanno in mente: centralizzato, no di certo. Distribuito e gestito tramite Internet? Ma dimenticano che Internet è uno strumento, non un metodo, tantomeno un contenuto o un indirizzo politico. E il lavoro? Va bene l'organizzazione neo-liberista, oppure optano per qualcosa di diverso? E in dettaglio, diverso come? Più controllo? Meno controllo e burocrazia? E i reati? Quelli grossi e importanti, che hanno condizionato e continuano a condizionare la vita di tutti i giorni di tutti i cittadini, che fine fanno? Oppure "il problema di Palermo è il traffico"? [cit.]
Ecco, in questo senso sono piuttosto allarmato, e per niente tranquillo: staremo a vedere, purché poi non sia troppo tardi.
Ora vorrei mettere "nero su bianco" alcuni miei pensieri sparsi, che mi ronzano per la testa e attraversano la mia coscienza politica da circa un anno.
Inutile ricordare che cosa sia la Democrazia (tanto ognuno ne ha un suo particolare concetto, come succede per la Religione), inutile anche ritornare su temi come i Partiti o la Legge Elettorale italiana.
Secondo me (e spero che possa essere un pensiero condiviso), al di là delle dichiarazioni fatte dentro e fuori delle campagne elettorali, ogni partito ha come obiettivo la difesa degli interessi di qualcosa o di qualcuno: può trattarsi, tradizionalmente, di una classe sociale, economico-sociale, di un gruppo di interesse (non necessariamente economico, ma spesso è così), o altro.
Facciamo qualche esempio, da prendere con tutti i dovuti "secondo me": il PDL difende gli interessi della classe sociale imprenditoriale (e in quanto facente parte di questa classe, del suo "capo"), di una parte dei liberi professionisti, di una parte dei piccoli e medi commercianti e simili. Il partito di Monti difende gli interessi della Finanza (Banche, Assicurazioni), di una parte degli imprenditori e simili. Il PD difende gli interessi della cosiddetta classe media, degli stipendiati, siano essi statali o dipendenti privati, dei piccoli pensionati (esclusi ex dirigenti con le pensioni d'oro) e simili. Procedendo analogamente, posso facilmente immaginare chi o che cosa difendano o rappresentino i partiti che più esplicitamente si dichiarano "di destra", così come al contrario quelli di "estrema sinistra".
Il mio pensiero immaginativo, invece, si ferma davanti al M5S: chi o che cosa rappresentano? Quali interessi socio-economici intendono difendere? Non basta rispondere: "I giovani". Esistono diverse varietà di "giovani", a seconda della classe sociale ed economica da cui provengono e anche della classe sociale ed economica a cui aspirano aderire nel corso della loro vita. Non basta rispondere: "Quelli che non sopportano più l'attuale politica". Se si vuole davvero rivoluzionare il sistema politico, non si va in Parlamento a votare scheda bianca su tutto. Si cerca di aggregare consenso fra le masse, si forma un'idea politica, sociale ed economica, quello che si chiama "modello ideale di società", e su quello ci si confronta con gli altri (in democrazia).
Ecco, sinceramente non riesco a captare quale sia il "modello ideale di società" sognato dal M5S. Forse qualcosa di simile all'Anarchia? Naaa! Nessun vero Anarchico si sognerebbe di andare a votare, figuriamoci entrare in Parlamento. Non riesco a "leggere fra le righe" che ruolo dovrebbe avere, secondo il M5S, per esempio, l'Istruzione: se va bene quella Pubblica come esiste ora, se andrebbe riformata e come. Non riesco a capire né a immaginare che tipo di Stato hanno in mente: centralizzato, no di certo. Distribuito e gestito tramite Internet? Ma dimenticano che Internet è uno strumento, non un metodo, tantomeno un contenuto o un indirizzo politico. E il lavoro? Va bene l'organizzazione neo-liberista, oppure optano per qualcosa di diverso? E in dettaglio, diverso come? Più controllo? Meno controllo e burocrazia? E i reati? Quelli grossi e importanti, che hanno condizionato e continuano a condizionare la vita di tutti i giorni di tutti i cittadini, che fine fanno? Oppure "il problema di Palermo è il traffico"? [cit.]
Ecco, in questo senso sono piuttosto allarmato, e per niente tranquillo: staremo a vedere, purché poi non sia troppo tardi.
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